Jessica Gasparro: dalla laurea in veterinaria alla pasticceria, la scelta di cuore diventata mestiere

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Jessica Gasparro, storia di successo Accademia Italiana Chef

C’è chi sceglie con la testa e chi con il cuore. Jessica Gasparro ha dovuto fare i conti con entrambi. Laureata in medicina veterinaria, ha deciso di seguire la passione che coltivava da sempre, quella per la pasticceria e la panificazione. Si è formata all’Accademia Italiana Chef di Lecce e a ottobre 2025 ha sostenuto l’esame finale a Firenze, diplomandosi con il massimo dei voti. Oggi è pasticcera alla Pasticceria Ruggiero di Bitritto (Bari), firma una rubrica di lievitati sul bimestrale La Piazza e porta con orgoglio il nome della sua Sammichele di Bari, il paese della Zampina IGP. Le abbiamo fatto qualche domanda.

Jessica Gasparro in breve

  • Chi è: pasticcera e panificatrice di Sammichele di Bari (BA), laureata in medicina veterinaria
  • Formazione: Corso Professionale di Pasticceria all’Accademia Italiana Chef di Lecce, con Chef Luca Chiriaco
  • Esame finale: Firenze, ottobre 2025, punteggio massimo anche per il suo panettone
  • Stage: Dama Italian Bakery (Bari) e pasticceria Eugenio Perulli
  • Oggi: pasticcera alla Pasticceria Ruggiero di Bitritto e autrice di una rubrica di ricette di lievitati su La Piazza
  • Prossimo progetto: un prodotto dedicato per “La Festa di Pierino” dell’Agriturismo Amicizia di Cassano delle Murge

L’intervista a Jessica Gasparro

Jessica Gasparro, pasticcera diplomata all'Accademia Italiana Chef, in divisa da chef

Jessica, la tua storia parte da una laurea in veterinaria: come sei arrivata alla pasticceria?

In realtà è stato un passaggio tutt’altro che programmato. Studiavo e davo esami, ma allo stesso tempo ho sempre avuto una forte attrazione per la cucina, soprattutto per la pasticceria e la panificazione.

Durante gli anni universitari, grazie anche a mio marito, che lavorava nel mondo dell’alta ristorazione, ho avuto modo di avvicinarmi sempre di più a questo ambiente: le nostre chiacchierate, i tanti assaggi e le prime ricette regalate dagli chef con cui collaborava hanno fatto crescere questa passione.

Una scelta “di testa” e una “di cuore”: chi ti ha aiutata a decidere?

È stata una scelta sofferta, perché non tutti in famiglia erano convinti che fosse la decisione giusta. Mio marito, invece, mi ha sempre spinta a credere in questo sogno: è stato lui a incoraggiarmi a frequentare corsi e masterclass con nomi importanti, come il maestro Armando Palmieri, e poi a iscrivermi all’Accademia Italiana Chef, dando così concretamente il via al mio percorso.

Perché proprio l’Accademia Italiana Chef? Cosa ti ha dato il percorso a Lecce?

Il percorso formativo dell’Accademia Italiana Chef è strutturato in maniera eccezionale: teoria, pratica, gestione e stage. Per me è stata la scelta migliore. A Lecce, poi, sono subito entrata in sintonia con Chef Luca Chiriaco, a cui devo un grande grazie per l’attenzione che ha dedicato alla mia persona e per tutto quello che mi ha trasmesso dal punto di vista professionale.

Com’è stato l’esame finale a Firenze, concluso con il massimo dei voti?

L’esame è stato veramente un momento che porterò sempre con me. Ricordo ancora il batticuore dei giorni precedenti, anche per la scelta di cosa presentare: ancora una volta ha vinto l’istinto e ho deciso di portare, oltre ai classici, il “mio” panettone.

Aver ottenuto anche per quello il punteggio massimo è stata una gioia immensa. È stata una giornata indimenticabile, sotto ogni punto di vista: io ero felice e anche la commissione lo era.

Millefoglie a forma di cuore con crema e frutti di bosco di Jessica Gasparro

Hai fatto lo stage in due realtà diverse di Bari. Cosa ti hanno insegnato?

Ho voluto fare esperienza in due realtà molto diverse, proprio per approfondire entrambi i mondi. Da Dama Italian Bakery, una delle realtà più importanti di Bari, ho approfondito il mondo dei grandi lievitati e della panificazione; da Eugenio Perulli, invece, quello della pasticceria più classica.

Oggi lavori alla Pasticceria Ruggiero di Bitritto. Com’è arrivata questa opportunità?

È un’opportunità nata durante il mio stage. Tempo dopo il pastry chef Fabio Altieri mi ha proposto di prendere il suo posto, e per me è stato un grande onore. È stata anche un’ulteriore conferma della validità del percorso personale e formativo. In laboratorio mi occupo di tutto, dall’organizzazione della linea alla produzione, ma per me è il croissant ad avere un posto speciale nel mio cuore.

Hai anche una rubrica di ricette su La Piazza. Come è nata?

Il bimestrale racconta il nostro territorio e mi ha dedicato uno spazio con una presentazione, in cui ho raccontato il mio percorso in Accademia. Da lì è nata la rubrica: a ogni numero propongo una ricetta di lievitati da realizzare anche nel forno di casa. Ho cominciato dal pane.

Sammichele di Bari è tra i Borghi più belli d’Italia e oggi ha la Zampina IGP. Quanto conta per te il legame con il territorio?

Per me il legame con il territorio è fondamentale. La Zampina di Sammichele di Bari, una salsiccia fresca mista bovino e ovino da poco riconosciuta IGP, è un prodotto che rappresenta fortemente Sammichele e la sua tradizione: è parte della sua identità ed è un patrimonio che va valorizzato. Credo che anche il mio lavoro debba contribuire a raccontare e valorizzare il territorio attraverso le sue eccellenze e le sue tradizioni, creando prodotti innovativi, ma sempre nel rispetto della cultura di appartenenza.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Uno dei progetti che mi sta più a cuore nasce proprio dal legame con il territorio. L’Agriturismo Amicizia di Cassano delle Murge, una delle realtà più interessanti e rappresentative della zona, grazie a un lavoro che mette al centro il rapporto con la terra e la valorizzazione delle produzioni locali, mi ha proposto di realizzare un prodotto per “La Festa di Pierino” del prossimo anno, un grande evento gastronomico che organizza ogni agosto e che richiama migliaia di persone da tutta la regione.

L’idea è lavorare con alcuni dei tanti prodotti che l’Agriturismo Amicizia produce direttamente, dalle farine alle carni, dai salumi ai legumi, portando in questo progetto anche tutto il percorso formativo fatto finora all’Accademia Italiana Chef. È una bellissima occasione per sperimentare e, allo stesso tempo, valorizzare le eccellenze del nostro territorio.

Che consiglio daresti a chi vuole cambiare vita e iniziare un percorso in Accademia?

Direi di non avere paura di ricominciare e, soprattutto, di credere nelle proprie passioni. Cambiare strada non è semplice, soprattutto quando si lascia un percorso già avviato, ma se c’è un desiderio forte bisogna avere il coraggio di seguirlo. Il mio percorso in Accademia mi ha dato gli strumenti, la formazione e la sicurezza per trasformare una passione in un vero mestiere. A chi vuole fare questo passo, direi semplicemente: credeteci e iniziate.

Le creazioni di Jessica

Panettoni, pane al lievito madre, croissant e sfogliati: ecco alcuni dei lievitati realizzati da Jessica Gasparro. La sua storia dimostra che non è mai troppo tardi per trasformare una passione in un mestiere. Se sogni anche tu di diventare pasticcere, scopri il Corso Professionale di Pasticceria dell’Accademia Italiana Chef nella sede più vicina a te, a partire da Lecce e Firenze.

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